Dopo aver fatto indossare a Fido la nostra pettorina ad H siamo pronti a sistemare il guinzaglio e uscire di casa per una bella passeggiata assieme. Prima di uscire chiediamogli di aspettare l’apertura della porta così da partire con il corretto stato di calma e concentrazione. Da evitare di eccitare il nostro amico a quattro zampe con frasi del tipo “cerca il guinzaglio” oppure “andiamo” così da scongiurare il rischio di venire trascinati
giù dalle scale e trovarci ad affrontare un vero e proprio tour de force in passeggiata. Prima di uscire dal portone chiedere di aspettare di valutare la situazione in strada e uscire assieme. Non c’è niente di più brutto per un passante dell’essere travolto all’improvviso. Molte persone che non amano i cani sarebbero meno intolleranti se fossimo più attenti. Il guinzaglio va tenuto morbido e deve essere abbastanza lungo per far esplorare il cane. Esplorare e odorare sono attività indispensabili per il suo benessere psicofisico. Da evitare i guinzagli estendibili che sono in continua tensione e aumentano il comportamento di tirare. Ci saranno delle occasioni in cui dobbiamo necessariamente accorciare il guinzaglio, ma evitiamo di farlo girare attorno alla mano più volte e tenerlo talmente teso da impedire ogni movimento. I cani possono cominciare a tirare o essere molto reattivi se si sentono trattenuti in questa maniera. Come evitare di essere trasportati di qua e di là da Fido? In passeggiata, possiamo fermarci e spostare il peso ogni volta che il cane tira per non assecondarlo e cambiare la direzione frequentemente. Da evitare l’ utilizzo del guinzaglio per dare strattoni, in questo modo stiamo insegnando al nostro cane che vincerà solo chi tira più forte e più a lungo. Il guinzaglio dovrebbe essere solo una cintura di sicurezza, le indicazioni sul dove andare dovrebbero essere date dal nostro baricentro, dal linguaggio del nostro corpo. Ricordiamoci poi di lodare il nostro amico a quattro zampe quando sta facendo qualcosa di buono, sia con la voce che con qualche snack. Non tutti amano i cani, quindi è buona norma quando si passeggia cercare di interporsi tra le persone e il nostro cane se stiamo passando vicino a qualcuno e mantenere l’attenzione su di lui.
Tag:cane, educazione
mer, aprile 11 2012 » Articoli, Articoli Prima Pagina » No Comments
Siamo davvero fortunati, la natura ci circonda e spesso bastano un taccuino, un po’ di tempo libero e una macchina fotografica per trasformarci in veri e propri ornitologi in erba. In città e nelle colline limitrofe è possibile ammirare una moltitudine di esemplari, alcuni perfettamente sinantropici (che vivono assieme all’uomo) altri invece che, invece, hanno bisogno di un habitat più congeniale alle loro esigenze. Ultimamente ho sviluppato questo modus operandi:
prendo un po’ di tempo per me, mi siedo nel giardino davanti casa e scruto la natura circostante. Se si tratta di specie che conosco, le annoto sul taccuino e poi mi adopero nel fare la foto, se invece si tratta di specie sconosciute mi adopero subito nel fare la fotografia in modo tale da poter cercare sul mio piccolo atlante degli uccelli oppure on line esattamente di cosa si tratti. Ho potuto osservare in questi giorni diversi pennuti assai interessanti. La cinciallegra (Parus major) dal tipico un piumaggio verdastro nella parte dorsale e giallastro in quella ventrale, con l’estremità della testa e la gola nere, le guance bianche ed una striscia nera longitudinale attraversa l’addome. Adoro la cinciallegra proprio perché attiva, curiosa e allegra, voracissima e con un canto simile ad un chiacchiericcio allegro. Moltissime tortore dal collare orientale (Streptopelia decaocto), simili al colombe, dal piumaggio che varia dai toni del beige al mattone e con il collo cinto da un collarino nero. Le tortore sono animali molto eleganti e si fanno percepire anche grazie al loro peculiare verso che suona come un “guuu” prolungato. Il Dendrocopos Major, detto comunemente picchio rosso. Il piumaggio è di colore nero sul dorso, sulle ali e sulla coda, con estremità bianche. La parte ventrale di colore rosso. Il becco robusto è tipico dei picchi ed è funzionale alla costruzione del nido ottenuto scavando una profonda apertura orizzontale a gomito nei tronchi d’albero. L’incontro più affascinante, però, è stato quello con il gheppio (falco tinnunculus) di cui ho potuto apprezzare il caratteristico volo a Spirito Santo, in cui si mantiene fermo in aria mantenendo il tipico. Purtroppo, è sensibilmente calato il numero dei passeri (Passer domesticus) come ha svelato un’indagine di BirdLife. Questo ha portato la Lipu a lanciare una vera e propria campagna “Sos passeri”, visionabile sul sito dell’associazione che si prefigge, mediante la creazione di nidi nei parchi cittadini, un’ opera di sensibilizzazione atta a preservare questi nostri piccoli amici.
Tag:ornitologia, passeri, tortore, uccelli, uccelli in città
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Qual è il segreto di una vita serena con i nostri amici animali? La risposta sembra arrivare da Abraham Harold Maslow, studioso statunitense noto per aver ideato la piramide dei bisogni. La soddisfazione di necessità fondamentali può prevenire l’insorgenza di alcuni comportamenti problematici cause scatenanti, in larghissima misura, del triste fenomeno dell’abbandono o di una vita irta di diffi coltà. Prima di far entrare un pet nella propria vita, forse sarà il caso di interrogarci se possiamo creare le
condizioni ottimali affinché la convivenza sia serena e gradevole per entrambi. Nel primo gradino della piramide troviamo sicuramente i bisogni fisiologici. Questi sono fondamentali per il mantenimento fisico dell’individuo (fame, sete, autoconservazione, ambiente adatto). Le lampade UVB, ad esempio, non sono un optional nel terrario della vostra iguana ma funzionali alla corretta sintesi di vitamina D. Seguono, poi, i bisogni di sicurezza: stabilità e protezione sono indispensabili per una buona parte degli animali domestici e più acuti in determinate fasce di età. Esempio lampante è quello del cucciolo di cane che avrà bisogno di un referente un umano accanto per rendere stabile e sicuro il suo percorso di crescita. Seguono, poi, i bisogni di appartenenza. Essere membro attivo nella vita del gruppo è un fattore indispensabile nelle specie sociali. Diversi tipi di pappagalli hanno una necessità così forte di interazione che in mancanza di vita di gruppo arriverà alla perdita autoinflitta del piumaggio come sintomo di stress. Segue il bisogno di rispetto: l’essere rispettato è un bisogno molto forte ed è per questo che taluni addestramenti che si basano sull’uso della violenza, spesso portano come corollario un animale con tendenze aggressive verso i conspecifici, i bambini o addirittura verso la propria famiglia. Il bisogno di auto-realizzazione, invece, consiste nello sviluppare il proprio potenziale. Il gatto, ad esempio, proprio in virtù della sua intelligenza enigmista, ha bisogno di dedicarsi ad attività di problem solving (dallo stanare un topolino all’infi larsi in un intricato labirinto di vestiti fino a trovarne l’uscita) perché sia preservata la sua perfetta salute fisica e mentale. Spero che questa breve digressione vi porti a ricominciare qualche hobby creativo, l’auto-realizzazione è fondamentale soprattutto nella specie umana.
Tag:bisogni, piramide di maslow
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Guardando negli occhi il nostro cane, gatto oppure il nostro furetto o cincillà ci viene proprio spontaneo pensare: gli manca la parola! Gli esseri umani hanno come canale principale di comunicazione il linguaggio. Quello a cui non pensiamo e che ogni essere vivente ha una sua specificità sensoriale. Prendiamo in considerazione l’incontro tra due esseri umani: ci sentiamo chiamare (udito), girandoci vediamo qualcuno che non incontravamo da tempo
(vista), ci sporgiamo verso di lui per abbracciarlo (tatto), odora di acqua di colonia e rilascia determinati feromoni (olfatto) e gli diamo due baci sulla guancia (gusto). Nonostante in questo incontro siano coinvolti tutti i nostri sensi siamo portati a badare molto agli stimoli visivi e acustici in secondo luogo arrivano l’olfatto e l’odorato. E’ scritto nel nostro Dna da bravi onnivori dobbiamo saper valutare il grado di maturazione della frutta dal colore e siamo capaci di comunicare tramite il nostro organo di fonazione Ed è per questo che ci sembra così strano che al nostro pet manchi la parola. Spesso non rifl ettiamo però sul fatto che alcune specie sfruttano i canali olfattivi, gustativi in maniera molto più ampia della nostra e sono addirittura capaci di comunicare tramite essi in maniera cosciente. Esempio lampante i chemiosegnali. Queste tracce odorose possono essere utilizzate per lasciare precisi segnali. Ad esempio, delimitare il territorio di una specie. I cani usano la marcatura con le urine e con le feci per comunicare la loro identità e il loro status. Le femmine aumentano in maniera significativa la quantità di marcatura urinaria quando sono in calore. I gatti, invece, lasciano delle vere e propri marchi di familiarizzazione e di rassicurazione con gli strofi namenti. I pesci, quando subiscono una lesione, rilasciano sostanze prodotte da cellule specializzate che fungono da segnale di pericolo per gli altri membri della stessa specie. Forse ora avete un po’ più chiaro perché per gran parte della passeggiata Fido odori e qua e là faccia spruzzi di urina. Alcuni animali, poi, possiedono addirittura capacità che noi non possediamo. Gli ornitorinchi, ad esempio, sono in grado di rilevare i campi elettrici delle loro prede, generati dalle contrazioni muscolari. Certamente in nessuno dei nostri salotti è possibile osservare un ornitorinco che va a caccia, ma certamente è un esempio significativo di quanto possa essere misteriosa la finestra mondo delle altre specie.
Tag:percezione, sensi, umwelt
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La legislazione sta compiendo diversi passi avanti per rispondere ad una nuova sensibilità nei confronti degli animali. Ma cosa possiamo fare da privati cittadini per segnalare le situazioni di oggettivo maltrattamento, oppure se abbiamo il dubbio che le norme non vengono rispettate?
Ci sono diverse fi gure di riferimento sia istituzionali sia gestite da enti ed associazioni, che si prodigano perché le leggi vigenti vengano rispettate. Prendiamo, ad esempio, la fi gura della guardia zoofi la. Questi volontari, infatti, operano in sinergia con le istituzioni e hanno il compito di vigilare e far osservare disposizioni di legge in materia di animali. Si occupano, infatti, di controlli sull’anagrafe canina e sul randagismo, di offrire consulenza legislativa e informare i cittadini sui diritti animali, del controllo degli allevamenti o dell’idoneità del ricovero di ogni tipo di animale. In sinergia con Asl, Comune e con associazioni di volontariato e singoli cittadini operano in maniera tale da poter trovare soluzioni congeniali per la comunità, e per i nostri amici animali in stato di diffi coltà. In provincia è possibile avvalersi dell’ausilio e della consulenza delle guardie zoofi le Oipa Teramo, nucleo che si è già messo in luce questa estate con un’iniziativa molto apprezzata, mettendo a disposizione di tutti un numero di telefono ( 328/4769806 ), come filo diretto con la responsabile provinciale Ida Teseo, a cui segnalare casi di urgenza, di maltrattamento o animali tenuti in modo non idoneo, e per segnalare abbandoni. Un bel team composto da Monica Di Mascio, Brenda Marsilii, Emidio Marsilii, Ida Teseo e Katia Natalini che, grazie a una buona conoscenza del territorio e delle associazioni operanti in esso, possono davvero fare la differenza, aiutando in quella che dovrebbe essere una responsabilità civica di tutti armonizzare il rapporto uomoanimale. Sarebbe auspicabile che accanto a loro ci fossero sempre più cittadini informati e sensibilizzati Spesso, infatti, possiamo essere noi a fare la differenza, offrendo stalli e ricoveri temporanei, o parlando con il vicino di casa per informarlo sulle soluzioni alternative di ricovero degli animali.
Tag:guardie zoofile, oipa
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Negli ultimi anni è stata finalmente ratificata unaserie di provvedimenti riguardanti la legislazione animale. Già nel 1961 il Procuratore Generale della Corte Suprema di Cassazione affermava:”non si può tuttavia considerarli(gli animali) come cose, ma creature sensibili..si pone.. in corrispondenza ai diritti degli animali, una somma di doveri per gli uomini, considerati singolarmente e ..nello Stato”. Frutto, seppur ancora parziale, di questa nuova prospettiva è
l’articolo numero 2 dell’ Accordo Stato Regioni del 6-02-2003 che sancisce i doveri del “detentore” degli animali da compagnia: “a) rifornirlo di cibo e di acqua in quantità sufficiente e con tempistica adeguata; b)assicurargli le necessarie cure sanitarie ed un adeguato livello di benessere fisico e etologico; c) consentirgli un’adeguata possibilità di esercizio fisico; d) prendere ogni possibile precauzione per impedirne la fuga; e) garantire la tutela di terzi da aggressioni; f) assicurare la regolare pulizia degli spazi di dimora degli animali”. Di certo non si tratta ancora della piramide di Maswlov, ma per moltissimi animali presenti sul territorio italiano sarebbe un gran salto di qualità l’applicazione capillare di questa normativa. Rispetto ai cani l’art. 2052 del codice civile sancisce che bisogna d) acquisire un cane assumendo informazioni sulle sue caratteristiche fisiche ed etologiche nonché’ sulle norme in vigore; e) assicurare che il cane abbia un comportamento adeguato alle specifiche esigenze di convivenza con persone e animali rispetto al contesto in cui vive. Questi due punti mettono il luce la necessità di avere un proprietario consapevole della serietà del suo ruolo e rispettoso degli altri. Serietà, poi, che deve durare tutta la vita! L’art. 727 del codice penale sull’abbandono di animali, infatti, recita: “chiunque abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività è punito con l’arresto fino ad un anno o con l’ammenda da 1.000 a 10.000 euro. Alla stessa pena soggiace chiunque detiene animali in condizioni incompatibili con la loro natura, e produttive di gravi sofferenze”. Le leggi ci sono, ora è necessaria una presa di consapevolezza da parte dei cittadini della loro esistenza per garantirne una corretta applicazione. Nel prossimo numero di PrimaPagina interverranno dei veri e propri specialisti nel settore che ci aiuteranno a capire a chi rivolgerci in caso di maltrattamento o di reati verso gli animali
Negli ultimi anni è stata finalmente ratificata unaserie di provvedimenti riguardanti la legislazione animale. Già nel 1961 il Procuratore Generale della Corte Suprema di Cassazione affermava:”non si può tuttavia considerarli(gli animali) come cose, ma creature sensibili..si pone.. in corrispondenza ai diritti degli animali, una somma di doveri per gli uomini, considerati singolarmente e ..nello Stato”. Frutto, seppur ancora parziale, di questa nuova prospettiva è
l’articolo numero 2 dell’ Accordo Stato Regioni del 6-02-2003 che sancisce i doveri del “detentore” degli animali da compagnia: “a) rifornirlo di cibo e di acqua in quantità sufficiente e con tempistica adeguata; b)assicurargli le necessarie cure sanitarie ed un adeguato livello di benessere fisico e etologico; c) consentirgli un’adeguata possibilità di esercizio fisico; d) prendere ogni possibile precauzione per impedirne la fuga; e) garantire la tutela di terzi da aggressioni; f) assicurare la regolare pulizia degli spazi di dimora degli animali”. Di certo non si tratta ancora della piramide di Maswlov, ma per moltissimi animali presenti sul territorio italiano sarebbe un gran salto di qualità l’applicazione capillare di questa normativa. Rispetto ai cani l’art. 2052 del codice civile sancisce che bisogna d) acquisire un cane assumendo informazioni sulle sue caratteristiche fisiche ed etologiche nonché’ sulle norme in vigore; e) assicurare che il cane abbia un comportamento adeguato alle specifiche esigenze di convivenza con persone e animali rispetto al contesto in cui vive. Questi due punti mettono il luce la necessità di avere un proprietario consapevole della serietà del suo ruolo e rispettoso degli altri. Serietà, poi, che deve durare tutta la vita! L’art. 727 del codice penale sull’abbandono di animali, infatti, recita: “chiunque abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività è punito con l’arresto fino ad un anno o con l’ammenda da 1.000 a 10.000 euro. Alla stessa pena soggiace chiunque detiene animali in condizioni incompatibili con la loro natura, e produttive di gravi sofferenze”. Le leggi ci sono, ora è necessaria una presa di consapevolezza da parte dei cittadini della loro esistenza per garantirne una corretta applicazione. Nel prossimo numero di PrimaPagina interverranno dei veri e propri specialisti nel settore che ci aiuteranno a capire a chi rivolgerci in caso di maltrattamento o di reati verso gli animali
Tag:leggi, legislazione animale, tutela animali
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Un’immagine vale più di mille parole, una raccolta di consigli pratici e divertenti fumetti scaricati dal web per conoscere e gestire meglio i nostri amici a 4 zampe
Tag:consigli cani, educazione, gestione
dom, marzo 11 2012 » Foto » No Comments

Il fatto che pulisca la macchina e’un avvenimento assai raro..
Tag:cani, vita quotidiana
mar, marzo 6 2012 » Foto » No Comments
ven, febbraio 17 2012 » Foto » No Comments
Mia è la compagna che mi affianca nella vita, nel lavoro e nei sogni. Sempre pronta ad affrontare una nuova avventura, un nuovo itinerario, una nuova attività o il restare semplicemente accoccolate a riposare assieme. La sua doppia natura data dalla mamma Labrador e il presunto papà derivato Pastore Abruzzese la rende una tipetta davvero interessante.
Tag:anemone, mia
mer, febbraio 8 2012 » Articoli, Foto » No Comments