Il cane etico
Cercate le radici della moralità degli esseri umani nel regno
animale? Osservate la lealtà dei cani quando giocano
(Di Marc Bekoff e Jessica Pierce)

Tutti i proprietari di cani sanno che il loro amico a quattro zampe può imparare le regole
della casa e quando le trasgredisce si accuccia per ingraziarsi il padrone e ricevere
rapidamente il perdono. Poche persone però si chiedono perché i cani hanno un senso
tanto profondo di cosa è giusto e cosa è sbagliato. Gli scimpanzé e altri primati balzano
regolarmente agli onori della cronaca quando i ricercatori, che logicamente cercano nei
nostri parenti più prossimi tratti simili ai nostri, scoprono le prove del loro istinto per la
giustizia. Il nostro lavoro, tuttavia, suggerisce che le società di canidi selvatici possono
offrire analogie ancora più interessanti con i primi gruppi di ominidi; e quando studiamo
cani, lupi e coyote scopriamo comportamenti che richiamano le radici della moralità
umana.

La moralità, così come l’abbiamo definita nel nostro libro “Giustizia selvaggia”, è una
gamma di comportamenti correlati rivolti verso l’esterno che migliorano e regolano le
interazioni sociali. Questi comportamenti, inclusi altruismo, tolleranza, perdono,
reciprocità e lealtà, si manifestano in modo evidente nell’egualitarismo con cui lupi e
coyote giocano fra loro. I canidi (animali della famiglia dei cani) seguono nel gioco un
rigoroso codice di comportamento che insegna ai cuccioli le regole sociali che
permettono alle loro società di affermarsi. Tramite il gioco si costruiscono relazioni di
fiducia fra i componenti del branco, che consentono la suddivisione del lavoro, il
riconoscimento delle gerarchie di dominanza e la cooperazione nella caccia, nella crescita
dei cuccioli e nella difesa del cibo e del territorio. Poiché questa organizzazione sociale
assomiglia molto a quella dei primi umani (come teorizzato dagli antropologi e da altri
esperti), studiare il gioco nei canidi può offrire uno scorcio sul codice morale che ha
consentito alle nostre società ancestrali di crescere e prosperare.

Giocare secondo le regole
Quando i canidi e altri animali giocano, utilizzano azioni quali mordere, montare e
spingere che potrebbero essere facilmente fraintese dai partecipanti. Anni di accurate
analisi di filmati da parte di uno di noi (Bekoff) e dei suoi studenti mostrano, tuttavia, che
gli individui si accordano attentamente e seguono quattro regole fondamentali per evitare
che il gioco sfoci in combattimento.

– Comunicare chiaramente: Gli animali comunicano che vogliono giocare e non lottare o
accoppiarsi. Per invitare al gioco, i canidi utilizzano una sorta di inchino piegando le
zampe anteriori e mantenendo ritte le zampe posteriori.
L’inchino viene utilizzato quasi esclusivamente durante il gioco ed è fortemente
ritualizzato, cioè si ripete sempre uguale in modo che il messaggio “Vieni a giocare con
me” o “Voglio giocare ancora” sia chiaro.
Anche quando un individuo segue un invito al gioco con azioni apparentemente
aggressive, ad esempio mostrando i denti, ringhiando o mordendo, i suoi compagni
mostrano sottomissione o remissività solo nel 15 percento dei casi, il che fa supporre che
si fidino del significato dell’inchino, cioè che tutto quello che segue ha per obiettivo il
divertimento. La fiducia reciproca nell’onestà della comunicazione è vitale per un gruppo
sociale che funzioni in armonia.

Comportarsi bene. Per mantenersi in condizioni di parità, gli animali tengono in
considerazione le abilità dei loro compagni di gioco, esercitano l’autocontrollo e
applicano l’inversione dei ruoli. Per mantenere il gioco leale, ad esempio, un coyote
femmina potrebbe autolimitarsi e non mordere la sua compagna di gioco con tutte le sue
forze oppure un membro dominante del branco potrebbe invertire i ruoli e rotolarsi sulla
schiena (un segno di sottomissione che non offrirebbe mai spontaneamente durante una
vera aggressione) per “far vincere” il compagno di gioco con uno status sociale più
basso. Anche i bambini si comportano in questo modo quando giocano, ad esempio
fanno a turno nel dominare quando giocano a fare la lotta. [Per approfondimenti sul gioco
nei bambini, vedere “The Serious Need for Play”, di Melinda Wenner; SCIENTIFIC
AMERICAN MIND, February/March 2009.] Mantenendo le cose equilibrate in questo
modo, ogni componente del gruppo può giocare con tutti gli altri, costruendo legami che
mantengono il gruppo coeso e forte.

Ammettere di avere sbagliato. Anche quando tutti vogliono mantenere le cose eque, è
possibile che il gioco sfugga al controllo. Quando un animale si comporta male o fa
involontariamente del male al suo compagno di gioco chiede scusa, proprio come
farebbe un essere umano. Dopo un morso troppo violento, un inchino significa “Mi
dispiace se ti ho morso forte e anche se ti ho morso stavo giocando. Non te ne andare,
sarò meno irruente.” Affinché il gioco continui l’altro individuo deve perdonare il
comportamento scorretto. Il perdono viene concesso quasi sempre: la comprensione e la
tolleranza abbondano sia nel gioco che nella vita quotidiana del branco.

Essere onesti. Le scuse, così come gli inviti al gioco, devono essere sincere e gli
individui che continuano a giocare in maniera scorretta o che inviano messaggi disonesti
si trovano presto esclusi. Questa situazione ha conseguenze molto più grandi che non la
semplice riduzione del tempo di gioco. La lunga ricerca sul campo di Bekoff mostra, ad
esempio, che i giovani coyote che giocano in modo scorretto finiscono spesso con il
lasciare il branco e il rischio di morte è quattro volte superiore rispetto agli individui che
rimangono con il gruppo. La violazione delle norme sociali, stabilite nel gioco, non è
funzionale alla trasmissione dei proprio geni.

Giocare secondo le regole può quindi essere considerato come un adattamento positivo
che consente agli individui di stringere e mantenere legami sociali. I canidi, come gli
esseri umani, costruiscono reti intricate di relazioni sociali e vivono secondo regole di
comportamento che consentono di mantenere una società stabile, essenziale per
assicurare la sopravvivenza di ogni individuo. Il gioco sociale è governato da regole base
di lealtà giustizia e regole simili sono il fondamento della giustizia fra gli adulti. Questa
intelligenza morale, così evidente sia nei cani selvatici sia in quelli domestici,
probabilmente somiglia molto a quella dei nostri antenati umani. Ed è possibile che sia
stato proprio questo senso di ciò che è giusto e di ciò che è sbagliato a consentire alle
società umane di prosperare e diffondersi nel mondo.

The Ethical Dog (Marc Bekoff and Jessica Pierce, SCIENTIFIC AMERICAN MIND, March/April 2010)
Traduzione a cura di Fiammetta Erniani (novembre 2010).

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